Esempio di eccellenza e monumento della contemporaneità. È il termo-valorizzatore di Vienna, uno straordinario impianto di smaltimento dei rifiuti nel pieno centro della città, vicino alla cattedrale di Santo Stefano, diventato meta dei turisti.

Nel 1987 in seguito a un incendio che distrusse gran parte del vecchio impianto, l’allora sindaco Walter Zilk affidò a Friedrich Hundertwasser, noto architetto viennese, la realizzazione del nuovo impianto. Venne fuori una struttura colorata, interrotta da miriadi di finestre, ognuna divisa dall’altra da cespugli e alberi che si arrampicano sulla facciata dell’impianto e che termina con una cupola dorata che svetta altissima sulla città con lo stile variopinto e visionario tipico dell’artista. Oltre all’incenerimento dei rifiuti, il termovalorizzatore di Spittelau provvede al riscaldamento di oltre un terzo delle case viennesi e produce aria condizionata nei mesi estivi. I fumi sono depurati da moderni impianti di filtraggio per la rimozione di polveri sottili, metalli pesanti e acidi inquinanti e le ceneri di scarto vengono vendute alle industrie del cemento. L’impianto desta particolare interesse proprio in rapporto al suo inserimento nel cuore della città. La sua ubicazione denota un atteggiamento di fiducia dei cittadini nei confronti delle politiche di gestione dei servizi e dell’ambiente. Anche la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione, in grado di alimentare buona parte della città e di produrre energia elettrica, può essere visto dalla cittadinanza come una risorsa e non come una minaccia per la propria salute.
L’immagine del termovalorizzatore nel cuore di Vienna sembra un miraggio. Non per le maioliche colorate che gli ha cucito addosso l’artista Friedensreich Hundertwasser, le sfere luccicanti di mosaico dorato, i suoi giardini pensili, facendone un monumento di architettura visitato annualmente da migliaia di turisti (ma vi rendete conto? turisti che vanno in visita a un inceneritore di rifiuti!). Non per questo, ma perché si stenta a credere che ciò che ad Acerra – e in molte parti d’Italia, Friuli Venezia Giulia compreso – è visto come una minaccia, a Vienna diventi invece una risorsa, che produce annualmente 40.000 MWh di elettricità, 470.000 MWh di teleriscaldamento e, en passant, smaltisce anche 260 mila tonnellate di rifiuti. Se si cerca in Internet questo impianto non lo si trova alla voce “rifiuti”, ma “energia”, perché conta per ciò che produce, calore ed elettricità, tant’è che il sito è quello di Wien Energie (www.wienenergie.at), la società comunale che si occupa della produzione di energie rinnovabili (acqua, vento, solare, biomasse).
Nuovo Termo-valorizzatore nel cuore di Copenhagen
Recentemente alcuni ricercatori del Centro Studi MatER sono stati in visita al nuovissimo termo-valorizzatore di Copenaghen, situato nel centro della capitale danese. Oltre al moderno e innovativo aspetto architettonico, questa complessa opera ingegneristica si prospetta essere lo stato dell’arte attuale della tecnologia Waste-to-Energy, sia in termini di prestazioni energetiche che ambientali.

Il termovalorizzatore ha due caldaie a grata, ciascuna di
capacità pari a 35 ton/h e carico termico nominale di 112 MW,
due linee di depurazione fumi a umido con condensazione del vapore acqueo e una
turbina da 67 MWe.
La configurazione scelta garantisce il massimo
recupero di energia elettrica e termica, sopportando variazioni consistenti
nella composizione del rifiuto conferito: vapore prodotto ad alta temperatura e
pressione (440°C/70 bar, con possibilità di aumentare la temperatura fino a
480°C), ridotto eccesso d’aria (da cui una concentrazione di O2 nei fumi secchi
pari al 6%), SCR front-end (ad alta temperatura), turbina a vapore con
rendimento isentropico e numero di pale elevati. Inoltre, il
sistema di condensazione del vapore dei fumi in due step permette di recuperare
il calore di condensazione, incrementando di circa 20 punti
percentuali il recupero di energia, da cui un rendimento
complessivo di 107%: il primo passaggio raffredda i gas mediante uno
scambiatore di calore posto sulla linea di ritorno del teleriscaldamento,
recuperando 10 MW di calore per ciascuna linea, mentre nel secondo una pompa di
calore ad assorbimento ne abbassa la temperatura fino a 20-30°C, aggiungendo
altri 15 MW per caldaia al teleriscaldamento.
L’elevato grado di flessibilità operativa
è garantita dalla connessione a due distretti della rete di teleriscaldamento
di Copenhagen, mediante un condensatore a doppio fascio tubiero, e mediante un
by-pass totale alla turbina.
Recupero di materia e riciclo
Nonostante
l’attività dei termovalorizzatori sia normalmente definita “di recupero”, il
processo di incenerimento presso l’impianto di Copenhill permette il riciclo di
materia mediante il recupero di risorse altrimenti impossibile.
Si prevede di estrarre un quantitativo di metalli dalle ceneri
pesanti superiore al 90% del totale di ferrosi e non ferrosi; le
ceneri possono essere utilizzate come componente per il manto stradale o per
altri usi nel campo delle costruzioni, previa verifica del rispetto dei limiti
sul contenuto di metalli pesanti e sulla generazione di percolato. Perciò, le
ceneri pesanti possono sostituire risorse vergini di natura simile, quali
sabbia e ghiaia.
Si prevede di utilizzare l’acqua recuperata dalla condensazione del vapore contenuto nei gas, sostituendo reintegri d’acqua, per esempio quello per le perdite lungo la rete di teleriscaldamento.
